E' affascinante ed al contempo macabro il modo in cui essi si intrecciano e si frustano vicendevolmente.
Si trascinano e si squartano, quasi a creare una danza perpetua, un folle susseguirsi di volubili sagome oscure.
Seducenti ed ingannevoli trasportano il viandante in luoghi aridi, immensi, e senza riparo.
In perenne caduta, legati da brame taglienti, si aggrappano l'un l'altro.
Un cascata a domino, incontrollabile, che accelera ed amplifica il frastuono dei tasselli caduti.
Ciò che si ode è un rimbombo, che non permette percezione razionale; esso inibisce ogni tentato controllo, senza lasciare alcun punto saldo al quale potersi aggrappare, su cui potersi salvare: non c'è nessun ramo di nessun albero sulla sponda di questo fiume in piena.
Essi rotolano e si spingono reciprocamente, voraci e incontrollabili come orribili bestie scatenate. Si nutrono delle emozioni più pure, di ciò che vero e puro resterà.
Nero denso e liquido cola su ogni bianca sfumatura, ogni carezza, ogni piuma. Infangano di caos ogni coerenza, sporcando con sudicie impronte infette il limpido e il pulito, ruotando dentro al vortice, questo infernale turbinio che ingorgita luce e razionalità.
Ma tutto ciò non dura per sempre.
Urlanti e laceranti nel profondo, immuni da ogni ferrea volontà, infine compiono il loro corso, ed ogni cosa ritorna alla sua naturale essenza. La pesante nebbia lentamente si dissolve, ed uno dopo l'altro passano la soglia, dimenticando la loro origine, divenendo ricordo.
Dopotutto sono soltanto cattivi pensieri.
Si trascinano e si squartano, quasi a creare una danza perpetua, un folle susseguirsi di volubili sagome oscure.
Seducenti ed ingannevoli trasportano il viandante in luoghi aridi, immensi, e senza riparo.
In perenne caduta, legati da brame taglienti, si aggrappano l'un l'altro.
Un cascata a domino, incontrollabile, che accelera ed amplifica il frastuono dei tasselli caduti.Ciò che si ode è un rimbombo, che non permette percezione razionale; esso inibisce ogni tentato controllo, senza lasciare alcun punto saldo al quale potersi aggrappare, su cui potersi salvare: non c'è nessun ramo di nessun albero sulla sponda di questo fiume in piena.
Essi rotolano e si spingono reciprocamente, voraci e incontrollabili come orribili bestie scatenate. Si nutrono delle emozioni più pure, di ciò che vero e puro resterà.
Nero denso e liquido cola su ogni bianca sfumatura, ogni carezza, ogni piuma. Infangano di caos ogni coerenza, sporcando con sudicie impronte infette il limpido e il pulito, ruotando dentro al vortice, questo infernale turbinio che ingorgita luce e razionalità.
Ma tutto ciò non dura per sempre.
Urlanti e laceranti nel profondo, immuni da ogni ferrea volontà, infine compiono il loro corso, ed ogni cosa ritorna alla sua naturale essenza. La pesante nebbia lentamente si dissolve, ed uno dopo l'altro passano la soglia, dimenticando la loro origine, divenendo ricordo.
Dopotutto sono soltanto cattivi pensieri.




